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Panoramica degli eventi della Giornata dei monumenti aperti

Pianificazione dell'evento "Giornate dei monumenti aperti" 12/13 settembre 2026 – "NetzWERKE: monumenti e infrastrutture" 

Una giornata elettrizzante – Testimonianze di 125 anni di fornitura di energia elettrica

Inaugurazione delle Giornate del Patrimonio

Dopo alcuni anni di pausa, nel 2026 potremo finalmente invitare nuovamente a un piccolo evento inaugurale alla vigilia delle Giornate del Patrimonio. A motivarci è stato il tema «NetzWerke». Anche a Jena proprietari, architetti, associazioni, iniziative, artigiani, restauratori e i conservatori dei monumenti che operano presso le autorità formano una rete senza la quale il nostro patrimonio culturale non potrebbe essere preservato. Troppo raramente ci rendiamo conto della sua ampia portata e, al tempo stesso, della sua fitta interconnessione. Troppo raramente, quindi, consideriamo anche il suo potenziale e la sua efficacia. Come autorità locale per la tutela dei monumenti di Jena, siamo quindi grati alla Fondazione tedesca per la tutela dei monumenti (DSD) per l’ulteriore stimolo fornito attraverso la scelta del motto. Ringraziamo le persone che fanno parte di questa rete – di cui, tra l’altro, fa parte anche un comitato locale comunale della Fondazione tedesca per la tutela dei monumenti – per la motivazione e il sostegno di ogni tipo.

  • Luogo: Löbstedter Straße 67
  • Inaugurazione: ore 16:00
    • Intervengono: M. Sterzing, Imaginata e. V., F. Bürglen, comitato locale DSD, E. Zimmermann, Autorità locale per la tutela dei beni culturali di Jena
    • Accompagnamento musicale: Helga Assing (pianoforte elettrico) e Klaus Wegener (sassofono)
    • Al termine della cerimonia di inaugurazione, l’associazione invita a partecipare a una visita guidata del monumento tecnico e della nuova mostra.

Sabato, 12 settembre 2026

25 anni dopo la produzione della prima corrente elettrica a Jena – avvenuta 100 anni fa – nel 1926, dopo soli 7 mesi di lavori, entrò in funzione la sala da 50 kV della sottostazione di Jena Nord, realizzata secondo i progetti dell’architetto di Weimar Bruno Röhr. Grazie al collegamento con la sottostazione di Burgau (ZEISS), a Jena fu così possibile realizzare una rete stabile a 10 kV. Negli anni ’30 la sottostazione divenne il nodo nevralgico dell’approvvigionamento elettrico regionale. Nel 1942 fu ampliata con la costruzione di un capannone da 110 kV e infine convertita all’alimentazione a 110 kV. Dal 1993 è iscritto come monumento culturale nel registro dei monumenti dello Stato Libero di Turingia e dal 1997 è sede dell’Imaginata. Con il suo percorso didattico dedicato alle scienze naturali, l’Imaginata invita da allora a sperimentare e scoprire in modo autonomo, utilizzando il monumento tecnico come struttura culturale ed educativa. 

L’associazione ha colto l’occasione del centenario per dedicarsi maggiormente anche al monumento industriale e architettonico in sé e per trasmettere meglio ai visitatori la sua storia e le sue peculiarità. Nell’ambito dell’iniziativa scolastica nazionale “denkmal aktiv - Kulturerbe macht Schule” (monumenti attivi - il patrimonio culturale fa scuola), promossa dalla Fondazione tedesca per la tutela dei monumenti, in passato sono già stati realizzati alcuni documentari, ad esempio sulla muratura a vista della facciata dell’edificio principale. Sulla base, tra l’altro, di questi materiali è stata ideata una mostra che avvicina i visitatori alla sottostazione elettrica dal punto di vista architettonico, funzionale e storico, inaugurata in occasione del grande anniversario il 28 agosto.

Può esserci un luogo migliore per inaugurare una Giornata dei monumenti all’insegna del motto «NetzWERKE: Monumenti e infrastrutture»?

  • Luogo: Löbstedter Straße 67

«Trasformazione sotto tensione – L’ex centrale elettrica di Jena-Nord: l’evoluzione della sua architettura e della sua destinazione d’uso dal 1901» – è questo il motto con cui la sala macchine, risalente a 125 anni fa, dell’ex centrale elettrica di Jena invita tutti gli interessati.

Alla fine del 1898, il consiglio comunale di Jena prese una decisione storica. Si espresse a favore della costruzione di una centrale elettrica e della gestione di un tram elettrico. Già il 14 gennaio 1899 fu firmato il «Contratto per la realizzazione di una centrale elettrica e la costruzione di una linea tranviaria elettrica» tra le autorità comunali della città residenziale e universitaria di Jena e la Berliner Bank di Berlino. L’unione tra centrale elettrica e tram in un’unica impresa era oggettivamente giustificata e logica. Il legame funzionale e imprenditoriale portò anche a un’unità architettonica. 

La costruzione della centrale elettrica e del primo deposito per tram sul terreno in Dornburger Straße iniziò nel 1900. Il committente era la Berliner Bank zu Berlin Jenaer Elektrizitätswerke A. G. La progettazione fu affidata alla Eisenbahnbau-Gesellschaft Becker & Co. GmbH, sezione edile di Jena. Sia il capannone dei tram del deposito che i capannoni della centrale elettrica furono realizzati in muratura di mattoni in stile neogotico con frontoni a gradini. Le facciate erano caratterizzate cromaticamente dall’alternanza di superfici in mattoni e intonaco. Nel XX secolo il complesso è stato più volte ampliato e ristrutturato. La sala macchine fa parte della prima fase di costruzione e costituisce, anche grazie alle attrezzature tecniche e, soprattutto, a quelle integrate nelle pareti risalenti all’epoca di costruzione e conservate fino ad oggi, una testimonianza autentica dell’industrializzazione di Jena. Il capannone è stato utilizzato fino agli anni ’90 e dal 2014 viene conservato e valorizzato dall’associazione culturale In’s Netz e. V. con il nome di TRAFO.

  • Indirizzo: Nollendorfer Straße 30
  • Orario di apertura: dalle 15:00 alle 20:00
    • Ore 15:00: porte aperte
    • Ore 15:30 e 17:00: visita guidata della struttura con testimoni dell’epoca che raccontano del suo passato come centrale elettrica
    • Ore 19:00: «Bruciare senza consumarsi. Come riesce la riconversione dei luoghi del patrimonio industriale nel difficile equilibrio tra impegno volontario e spazio per la cultura?» Dibattito sul futuro del TRAFO

I 125 anni di energia elettrica a Jena significano anche 125 anni di tram. Il 1° aprile 1901 il primo tram partì dal deposito presso la centrale elettrica in Dornburger Straße per raggiungere l’ex ristorante escursionistico Schubertsburg in Kahlaische Straße. Dopo il collaudo da parte della polizia regionale della centrale elettrica, delle linee elettriche e del tram, il 6 aprile iniziò il regolare servizio tranviario sulla cosiddetta linea «Centrale», dalla centrale elettrica di Dornburger Straße attraverso l’Holzmarkt fino alla Schubertsburg. 

La rapida crescita della città portò ben presto a un ampliamento della rete di linee e richiese di conseguenza anche un ampliamento delle aree destinate ai depositi e alle officine. Nel 1930, il cosiddetto nuovo (secondo) deposito, progettato da Heinrich Fricke su una pianta trapezoidale derivante dal tracciato dell’Unterer Philosophenweg (Th.-Mann-Straße), fu annesso a ovest del primo deposito. Il capannone a tre navate, con struttura in cemento armato e tetto a conchiglia a curve multiple realizzato con il sistema ZEISS-DYWIDAG, rappresentò un capolavoro di ingegneria civile molto apprezzato e fu debitamente valorizzato anche nella letteratura specialistica dell’epoca. Nel 1948 il deposito dei tram fu ampliato con un capannone a nord. Il deposito dei tram è protetto come monumento culturale in quanto importante testimonianza della storia della città di Jena, della storia dei trasporti, e quindi anche dello sviluppo urbano, ma anche dell’architettura industriale. Purtroppo, il servizio di trasporto pubblico locale di Jena ha dovuto separarsi dal suo storico deposito. Per questo motivo, in occasione della Giornata dei monumenti, il deposito non sarà accessibile. Saranno invece accessibili i tram storici in servizio sabato: monumenti mobili su binari moderni.

  • Luogo e orari: dalle 13:00 alle 20:30: servizio di linea con i tram storici 26 e 101, con i rimorchi 155 e 207, tra Nordschule e Winzerla passando per il centro città 
    • Orario disponibile nella sezione «Download»

Il Volkspark Oberaue – composto da Paradies, Rasenmühleninsel e Oberaue – risale in gran parte ai progetti dell’architetto paesaggista di Jena G. Weichelt, il quale tuttavia si limitò soprattutto a riprendere e integrare ciò che già esisteva. I suoi progetti, realizzati nel 1957, hanno ripreso strutture esistenti come i vecchi viali, il laghetto e il sentiero lungo la riva, ma anche elementi di piccola architettura degli anni ’30, come il Paradiescafé. Il padiglione di vetro è stato inserito nel complesso da Friedhelm Schubring come edificio polifunzionale nel corso di una necessaria riorganizzazione del parco, avvenuta tra il 1974 e il 1978. La sua architettura riflette, da un lato, lo spazio particolare della pianura alluvionale della Saale e, dall’altro, la tradizione del Modernismo classico, in particolare le idee e gli elementi progettuali di Mies van der Rohe e, soprattutto, di Richard Neutra. Essa affascina per la sua generosità, apertura e compattezza chiaramente strutturata. Attualmente sono proprio queste caratteristiche, che ne definiscono il valore storico-artistico, a porre nuove sfide alla tutela dei monumenti. La sempre più marcata riduzione degli habitat per animali e piante porta purtroppo, nei pochi spazi naturali rimasti, a scontri – nel vero senso della parola – dolorosi. Tuttavia, la tutela della natura e quella dei monumenti collaborano da anni in un clima di fiducia. Si troverà quindi una soluzione compatibile con la tutela dei monumenti e con la protezione delle specie. Fino ad allora, si accetterà l’applicazione delle pellicole sulle finestre.

  • Luogo: davanti al Neutor 5 a
  • Orario di apertura: dalle 17:00 alle 19:00
    • Ore 17:00: «Jena: una questione di prospettiva. Due vite in cartoline» – Dibattito sulla fotografia architettonica come fonte e altro ancora con G. Krieg (artista e figlio del fotografo Kurt Krieg) e M. Maleschka (architetto, giornalista, fotografo e autore, insignito del Premio tedesco per la tutela dei monumenti 2025), moderato da D. Weiland (storica dell’arte)

Da memoriale a luogo abbandonato: il monumento sul Friedensberg. Visita sul posto e conferenza presso il Treff am Fichteplatz (TaF)

  • Luogo: Fichteplatz
    • Ore 14:00 Visita sul posto con spiegazioni sulla struttura e sull’uso (o riutilizzo) del monumento sul Friedensberg; punto di ritrovo presso il cancello d’ingresso all’area interna del monumento
    • Ore 15:00 Barbara Krug (Gotha/Jena): presentazione sulla trasformazione storico-politica del monumento nel passato e nel presente presso il caffè di quartiere «Treff am Fichteplatz» (TaF), Fichteplatz 9, 07745 Jena

 

Domenica, 13 settembre 2026

La città: una rete

Passeggiata musicale per la città: concerti pop-up con il coro di voci bianche della Filarmonica di Jena e i suoi ospiti presso e all’interno di monumenti architettonici e giardini storici di Jena

Il coro di voci bianche della Filarmonica di Jena festeggerà nel 2026 il suo 50° anniversario. Nel corso di questi anni, il coro non solo ha offerto a molte generazioni di giovani cantanti una solida formazione vocale, ma ha soprattutto trasmesso loro l’entusiasmo di fare musica insieme. Innumerevoli esibizioni a Jena e in Turingia, ma anche in tutta la Germania e in altri paesi europei, hanno regalato momenti indimenticabili e incontri con altri musicisti. Attualmente il coro conta circa 60 ragazzi e giovani uomini. Da 25 anni la direzione artistica è affidata a Berit Walther. Sotto la sua guida, fin dall’età scolare ai cantori vengono trasmessi, oltre alla formazione vocale e all’educazione dell’orecchio musicale e alla lettura dello spartito, soprattutto il piacere di cantare insieme. Il repertorio del coro di ragazzi è variegato: oltre a coltivare il repertorio di canzoni tedesche e internazionali, anche mottetti, cantate e opere corali-sinfoniche, nonché musica corale contemporanea, sono parte integrante dei programmi dei concerti. Ogni anno il coro si esibisce in circa 20 spettacoli in chiese e sale da concerto.

In occasione del suo anniversario, proprio nel fine settimana della Giornata dei monumenti, il coro di ragazzi accoglie i cori di ragazzi amici provenienti da Uetersen e Wuppertal, nonché il coro maschile di Gottinga e numerosi ex coristi (Coro degli ex allievi). Sì, fare musica insieme unisce: crea «reti». Da questa convergenza e poiché il patrimonio culturale non comprende solo quello architettonico, ma anche quello immateriale, è nata l’idea della passeggiata musicale in città in occasione della Giornata dei monumenti aperti. Presso vari monumenti architettonici e giardini, il coro di ragazzi e i suoi ospiti terranno brevi concerti "pop-up".

  • Luogo: il cosiddetto “Faulloch” – resti delle antiche fortificazioni cittadine
    • Cori di voci bianche di Jena, Uetersen e Wuppertal, coro maschile di Göttingen e coro degli ex allievi
  • Luogo: cortile del Collegium Jenense
    • Cori di voci bianche di Jena, Uetersen e Wuppertal, coro maschile di Gottinga e coro degli ex allievi
  • Luogo: Griesbachscher Garten / Am Planetarium 7
    • Cori di voci bianche di Jena e Uetersen, coro maschile di Gottinga e coro degli ex allievi
  • Luogo: Chiesa della Pace / Cimitero storico di Johannisfriedhof
    • Apertura della funzione religiosa con i cori di voci bianche di Jena e Uetersen, il coro maschile di Gottinga e il coro degli ex allievi
  • Luogo: Schillers Garten / Schillergäßchen 2
    • Coro maschile composto da membri del Coro Filarmonico dei Ragazzi e dagli ex allievi

Centro storico

Chi si prende il tempo necessario può immergersi, al cimitero di Johannis, nella rete ramificata, a tratti fitta e non sempre trasparente della società di Jena. Con la loro atmosfera del tutto particolare, i cimiteri offrono una ricchezza incommensurabile di conoscenze sulla storia culturale e sociale. Mostrano legami familiari o professionali, ma anche improvvise fratture. Rispecchiano percorsi di ingresso e di uscita dalle famiglie, dalla città, dal paese e, con ciò, anche il trasferimento di cultura e conoscenza. Per facilitare l’accesso a queste conoscenze, alcuni anni fa è stato realizzato il progetto di rete «Wo sie ruhen» (Dove riposano). L’app«Wo sie ruhen» guida l’utente verso 25 monumenti funebri selezionati di personalità di spicco e, una volta sul posto, le informazioni possono essere ascoltate sotto forma di file audio. Il cimitero di Johannis, che fa parte dei 30 cimiteri di importanza storica riconosciuti dal governo federale, è incluso nel progetto di rete.

Nonostante tutta questa interconnessione, il cimitero di San Giovanni mostra però chiaramente come le nuove infrastrutture, concepite proprio per favorire i collegamenti, possano frammentare le strutture consolidate. L’attuale cimitero di San Giovanni è un ampliamento del luogo di sepoltura menzionato già nel 1307 presso la chiesa di San Giovanni Battista. Dopo gli ampliamenti verso nord e ovest, il cimitero subì una radicale trasformazione con la costruzione, avvenuta nel 1938, della strada per Weimar. La parte meridionale del cimitero, intorno alla chiesa di San Giovanni Battista, fu separata. Circa un quarto del cimitero fu livellato, in parte si procedette al trasferimento delle salme e diverse lapidi furono spostate. Oggi il complesso, progettato a forma di parco, si estende ancora su circa 1,8 ettari. Al suo interno si trovano numerose tombe di personalità di rilievo, tra cui quelle di Friedrich e Johann Wilhelm Kreußler o di Carl Zeiß. Il loro restauro è stato in parte finanziato dalla Fondazione tedesca per la tutela dei monumenti (Deutsche Stiftung Denkmalschutz). Dal 2014 un’attiva associazione di sostegno si impegna per la conservazione e la cura di questo prezioso complesso. Da alcuni anni, inoltre, i partecipanti all’International Summer Seminar for Young Academics restaurano le lapidi del cimitero di Johannisfriedhof. Sfide particolari, come il risanamento dei due mausolei, possono però essere affrontate solo grazie a un ampio contributo di donazioni. Anche su questo tema si sensibilizza il pubblico in occasione della Giornata dei monumenti.

  • Luogo: Philosophenweg 1
  • Orario di apertura: dalle 11:00 alle 17:00 Johannismarkt
    • Programma di contorno con attività per bambini e famiglie, accompagnamento musicale, caffè e dolci

    • Ore 12:00: visita guidata «Monumenti funebri per adulti» con J. Patuschek, 

    • ore 13:00: visita guidata «Tesori – una visita guidata per bambini» con K. Undisz, 

    • ore 15:00: visita guidata «Carl Zeiß nel 210° anniversario della nascita – la tomba di Zeiß nel cimitero di Johannis» 

    • Ore 16:00: visita guidata «La Friedenskirche e le sue vetrate», entrambe con R. Schwabe

Le chiese erano e sono ben più che semplici luoghi di culto. Sono parte integrante dell’infrastruttura sociale, culturale e territoriale e, nel caso della Friedenskirche / Garnisonkirche, talvolta anche di quella militare e sanitaria. Quando Jena divenne nel 1672 capitale del Ducato di Sassonia-Jena, a partire dal 1686, su iniziativa di Johann-Georg II di Sassonia-Eisenach, fu costruita la chiesa sul terreno dell’antico cimitero di San Giovanni. Tuttavia, già al momento dell’inaugurazione il ducato di Jena non esisteva più. Nel 1690 era passato alla linea dei Sassoni-Weimar-Eisenach. Nel 1743 la chiesa fu assegnata alla comunità della guarnigione di Jena e ribattezzata «Garnisonkirche». 

Durante la battaglia di Jena-Auerstedt fu utilizzata come ospedale da campo. Nel corso dei vasti lavori di restauro e ristrutturazione iniziati nel 1835 furono realizzati anche le tribune e l’altare a pulpito, già previsti nel progetto originale. Per le vetrate del coro, distrutte nel 1945, l’artista del vetro di Jena Fritz Körner realizzò nuove vetrate nel 1947. Nel 1946 la comunità ribattezzò la chiesa «Friedenskirche» (Chiesa della Pace). Dopo un radicale restauro durato fino al 2010, nel 2013 è stata riscontrata all’interno un’infestazione da carie del legno, che è stata risolta entro il 2016 grazie a donazioni e finanziamenti. All’interno della chiesa si trovano 13 epitaffi risalenti al XVII e XVIII secolo, nonché otto ritratti di ex sovrintendenti.

  • Indirizzo: Philosophenweg 1
  • Orario di apertura: dalle 11:00 alle 17:00
    • Ore 11:00: Inizio della funzione religiosa con i cori di voci bianche di Jena e Uetersen, il coro maschile di Gottinga e il coro degli ex allievi

    • Ore 12:00: «Costruzione e manutenzione di strutture di nidificazione» con S. Schießl, NABU

    • Ore 12:30: «L’organo di Mennewitz – un giallo storico» con H. Hempel, Geschichtskonferenz Schlöben e. V.

    • Ore 13:30: «Cimiteri e chiese come habitat per i pipistrelli» con il dott. D. Weiss

    • Ore 14:00: «Storia del cimitero» con il dott. B. Happe

    • Ore 14.30: «Storia del cimitero di Johannis» con Chr. Apfel, Associazione di sostegno al cimitero di Johannis

    • Ore 15:30: «Cimiteri in trasformazione – una prospettiva urbanistica. Approcci creativi nello sviluppo e nella conservazione dei cimiteri urbani» con V. Göpfert, vincitrice del Premio Otto Borst 2025

  • I membri della comunità saranno presenti in loco come referenti competenti
  • Diverse conferenze in chiesa, durata circa 20 min

Sul versante orientale dell’Heinrichsberg – un tempo situato alle porte della città – si estende uno degli spazi urbani più belli e al tempo stesso più delicati di Jena. Qui il Giardino Botanico e il Giardino Griesbach, con la sua casetta da giardino e il planetario annesso, formano un complesso culturale di importanza inestimabile e un’oasi verde nel cuore della città densamente popolata. 

Johann Jakob Griesbach fu nominato nel 1775, su iniziativa della duchessa Anna Amalia di Sassonia-Weimar-Eisenach, professore di teologia all’Università di Jena. Acquistò il terreno adiacente al Giardino Botanico e fece costruire, tra il 1782-1783 (d) e il 1784-1785, su un altopiano intermedio tra la parte superiore e quella inferiore del Philosophenweg, la casa estiva a due piani. La villa, con i suoi pilastri e frontoni in stile toscano e la sua simmetria, richiama il linguaggio formale classicista. La costruzione della residenza estiva faceva parte della grande riorganizzazione dell’area in un giardino paesaggistico all’inglese secondo le indicazioni dello stesso Griesbach. Griesbach soggiornò in Inghilterra nel 1769–1770, conosceva i giardini locali e conosceva anche il giardino di Wörlitz, in fase di realizzazione fin dagli anni ’60 del Settecento. Inoltre, dal 1775 al 1777 Hirschfeld pubblicò la sua Teoria dell’arte dei giardini, nella quale sosteneva, tra l’altro, una progettazione paesaggistica di stampo sentimentalista-romantico. 

Il giardino di Griesbach fu il primo giardino paesaggistico all’inglese a Jena e uno dei primi esempi di questo ideale di giardino nella regione della Turingia. Subì, soprattutto nel XX secolo, una notevole riduzione della superficie e anche gravi perdite di elementi di progettazione e arredo. Così, dopo che il giardino passò in proprietà della Fondazione Carl Zeiss, nel 1926 nella zona sud-orientale fu costruito il Planetario, che isolò la parte del giardino a forma di valle dall’antico arboreto. Nel 1927 la Fondazione mise a disposizione dell’associazione «Jenaer Studentenhilfe» il frutteto del Parco Griesbach per la costruzione della mensa. Infine, nel 1999-2000, i nuovi edifici residenziali hanno interrotto il collegamento paesaggistico del giardino con la zona nord. Nonostante tutto, gli elementi fondamentali del giardino paesaggistico sono rimasti riconoscibili fino ad oggi. I terrapieni in direzione nord-sud contribuiscono ancora oggi a delineare il quadro paesaggistico percorribile, così come i sentieri sinuosi che procedono in direzioni opposte, le piantagioni adatte, le cornici di alberi, i punti panoramici o la sala degli alberi.

  • Luogo: Am Planetarium 7
    • Ore 10:30: concerto pop-up dei cori di voci bianche di Jena e Uetersen, del coro maschile di Gottinga e del coro degli ex allievi in occasione del 50° anniversario del coro di voci bianche della Filarmonica di Jena

Le fortificazioni medievali proteggevano i cittadini dagli attacchi esterni e, al contempo, delimitavano il territorio giurisdizionale della città rispetto ai campi circostanti. Oggi è possibile ricostruirne approssimativamente le dimensioni solo sul lato occidentale del centro storico.

Dalla Torre della Polvere, torre angolare nord-occidentale delle fortificazioni cittadine con una postazione di artiglieria antistante, così come dall’ultima porta cittadina conservata, la Johannistor, si gode di una splendida vista sul centro storico di Jena e sul Fürstengraben. Il Fürstengraben è l’ultimo tratto di fossato delle fortificazioni cittadine in cui è possibile cogliere i cambiamenti storici della città, dal suo utilizzo medievale come struttura difensiva, passando per la funzione di viale e passeggiata, fino a diventare una «via triumphalis». Lungo la strada, utilizzata già in epoca antica, durante il breve periodo del Ducato di Sassonia-Jena fu realizzato un viale di tigli che seguiva il corso del fossato. Anche se oggi purtroppo non si può più parlare di un viale di tigli, l’area verde che costeggia il fossato e la fila di alberi e tigli che costeggia la strada sono elementi caratterizzanti dal punto di vista storico-artistico sia del complesso sottoposto a tutela monumentale sia dell’insieme delle fortificazioni cittadine. E fanno anche bene al clima urbano!

  • Luogo: Johannisstraße / Am Pulvertur
  • Orario di apertura: dalle 09:00 alle 18:00
    • È disponibile materiale informativo
    • Ore 09:15: concerto pop-up dei cori di voci bianche di Jena, Uetersen e Wuppertal, del coro maschile di Gottinga e del coro degli ex allievi in occasione del 50° anniversario del coro di voci bianche della Filarmonica di Jena

La storia della città di Jena è così strettamente intrecciata con quella dell’Università che una Giornata dei monumenti senza le strutture universitarie è inconcepibile. Nel 1548 l’Academia Jenesis si insediò negli edifici dell’ex convento dei Domenicani, nella zona sud-occidentale della città. Dopo il riconoscimento imperiale del 1557/58, ebbe inizio un'ampia ristrutturazione del convento sotto la direzione dell'architetto di corte Nickel Gromann (1500 circa-1566). In diverse fasi di costruzione sorse un complesso universitario unico nel suo genere, tipico dell’inizio dell’età moderna, con aule e alloggi per gli studenti nella vicina Collegiata, che continuò al contempo a fungere da luogo di sepoltura. 

Durante la Seconda Guerra Mondiale gli edifici furono gravemente danneggiati e la Kollegienkirche fu quasi completamente distrutta. Dopo approfonditi scavi iniziati nel 1947, tra il 1955 e il 1957 furono costruite le ali degli edifici lungo la Kollegiengasse e il Nonnenplan secondo i progetti dello studio di progettazione per l’edilizia industriale, nell’ambito di un sottoprogetto della ricostruzione del centro città. In tale contesto ci si è orientati consapevolmente alla pianta dell’insieme universitario risalente all’inizio dell’età moderna, creando una nuova degna conclusione del cortile del Kollegienhof con un’architettura di alta qualità e, al contempo, una semplice delimitazione rispetto al patrimonio storico conservato. Dal 2018 i reperti rinvenuti durante gli scavi vengono analizzati in modo interdisciplinare, insieme alle testimonianze scritte e al patrimonio edilizio conservato. 

  • Luogo: Kollegiengasse 10
  • Inizio: ore 09:45
    • Ore 09:45: concerto pop-up dei cori di voci bianche di Jena e Uetersen, del coro maschile di Gottinga e del coro degli ex allievi in occasione del 50° anniversario del coro di voci bianche della Filarmonica di Jena

    • Ore 10:00 (a seguire): visita guidata sulla storia del Collegium Jenense e dell’Università nel cortile del Kollegienhof con il dott. E. Paust, curatore della Collezione di Preistoria e Protostoria dell’Università Friedrich Schiller

Friedrich Schiller visse e lavorò a Jena per dieci anni. Delle cinque case in cui abitò in quegli anni, si conserva solo la “Gartenhaus”. Schiller acquistò la “Gartenhaus”, situata ai margini dell’allora Südvorstadt di Jena, nel marzo 1797. Già due mesi dopo vi si trasferì con la sua famiglia. L’anno successivo fece costruire, nell’angolo sud-occidentale della proprietà, una torretta, il suo «Belvedere», il cui piano superiore gli serviva da rifugio per dedicarsi alla poesia. Goethe la chiamò la «merlatura del giardino». La parte posteriore del giardino era densamente piantumata con vari alberi da frutto, mentre accanto alla casa si trovava un orto. A questi si aggiungevano numerosi arbusti da fiore. 

In quel piccolo paradiso sulle rive della Leutra nacquero parti del «Wallenstein», della «Maria Stuarda» e delle famose ballate per il «Musenalmanach». Nel 1811 – sei anni dopo la morte di Schiller – qui fu costruito, su richiesta del duca Carl August, il primo osservatorio astronomico di Jena. Friedrich Schiller era inserito in una vasta rete che sosteneva lui e la sua famiglia. Nonostante tutto il suo genio, il suo percorso di vita e creativo sarebbe difficilmente immaginabile senza di essa. Anche il giardino non era solo un rifugio, ma anche un luogo di incontro per lo scambio intellettuale.

  • Indirizzo: Schillergäßchen 2
  • Orari di apertura: dalle 10:00 alle 17:00 (ingresso libero) 
    • Ore 10:30, 11:30, 13:00 e 14:00: visite guidate alla casa e al giardino con la dott.ssa S. Schlotter, Università Friedrich Schiller di Jena (max. 15 persone, durata circa 30 min.)

    • «Solo l’immaginazione è eternamente giovane – ritagli e origami»
    • «Prezioso – una caccia al tesoro nel giardino e nella casa di Schiller»
    • Ore 12:00: concerto pop-up del coro maschile composto da membri del Coro Filarmonico dei Ragazzi e da ex allievi in occasione del 50° anniversario del Coro dei Ragazzi della Filarmonica di Jena

La storia della comunità carmelitana di Jena è caratterizzata da numerosi cambiamenti. Il primo convento, costruito nel 1414, fu sostituito già alla fine del XV secolo da un nuovo edificio con annessa chiesa a sala. Dopo la chiusura del convento nel 1529, a partire dal 1553, su incarico del duca Johann Friedrich di Sassonia, nei locali fu allestita una tipografia. Fin dall’inizio essa servì alla pubblicazione di una nuova edizione completa delle opere di Lutero. A tal fine, nel novembre 1553 il duca concesse al tipografo Johann Rödinger il privilegio di stampare e distribuire in esclusiva gli scritti di Lutero.

I prodotti tipografici costituirono l’infrastruttura mediatica della Riforma. La diffusione delle idee riformatrici, resa possibile dalla stampa a caratteri mobili ben oltre i confini di una piccola minoranza colta, contribuì in modo determinante alla loro affermazione. Il monastero rientra quindi tra i luoghi storici di spicco e le testimonianze della storia della Riforma. Dopo il declino della tipografia durante la Guerra dei Trent’anni, nel 1669 gli edifici del monastero furono ristrutturati per ospitare la locanda «Zum gelben Engel» – e rimasero così parte di una particolare infrastruttura urbana, quella delle locande, delle taverne e dei pub. 

Nel 2017, dopo un accurato restauro nel rispetto dei criteri di tutela dei beni culturali, l’area che circonda l’unico luogo autentico della vita monastica e della Riforma del XVI secolo a Jena ha subito una nuova trasformazione con la costruzione della nuova biblioteca. In occasione della Giornata dei monumenti aperti, questo gioiello sarà nuovamente al centro dell’attenzione.

  • Luogo: Engelplatz 1
  • Orario di apertura: dalle 11:00 alle 15:00 (ingresso libero), brevi visite guidate su richiesta a partire da 5 persone
    • Ore 12:30: visita guidata pubblica con il personale del museo

La piazza del mercato è il nodo centrale non solo della rete sociale cittadina, ma anche della rete interregionale dei trasporti e del commercio. Come pochi altri luoghi, essa permette di trarre conclusioni sull’evoluzione storica della città osservando lo sviluppo dell’edilizia, i linguaggi architettonici, la composizione dei proprietari, dei committenti e degli inquilini, nonché delle attività commerciali presenti sul posto. Qui sorge anche il municipio storico, punto di cristallizzazione ed espressione architettonica dell’autogoverno comunale. Qui si trovano case borghesi e locande la cui storia risale a molti secoli fa. L’ultima casa con frontone sulla piazza del mercato è oggi la «Alte Göhre». 

L’edificio, con il suo massiccio basamento in pietra a due piani, le finestre ad arco a sbalzo e un portale ad arco a sesto acuto, deve il suo nome al commerciante di vini Paul Göhre, che lo acquistò nel 1893. Le parti più antiche nel seminterrato della casa risalgono al XIII secolo. L’edificio che precedette l’attuale costruzione fu eretto intorno al 1370. Tra il 1554 e il 1557 (d) la casa fu ristrutturata, assumendo l’aspetto attuale con l’aggiunta di un secondo piano a graticcio. Al primo piano fu ricavata una stanza in legno. La «Neue Göhre» fu costruita nel 1908, dopo la demolizione del vecchio mulino del mercato, su commissione di Göhre e secondo i progetti di Johannes Schreiter. La sua facciata neogotica si affaccia sulla Saalstraße. Dal 1986 è sede dei Musei Civici di Jena. 

  • Indirizzo: Markt 7
  • Orari di apertura: 10:00 – 17:00 (ingresso gratuito)

L’attuale sede dell’Ufficio Turistico di Jena e dell’Associazione Artistica è costituita da due edifici a un piano. L’edificio affacciato sulla piazza del mercato fu costruito nel 1384 (d) sui resti di diversi edifici precedenti come magazzino e sede amministrativa a tre piani, con il frontone rivolto verso la piazza del mercato. La «Hohe Halle» (sala alta) al piano terra dell’edificio affacciato sulla piazza del mercato era priva di pareti divisorie. Nel 1435 (d) fu aggiunta una dependance sul retro, adibita a abitazione orientata verso est e dotata di una stube in legno. Anche l’edificio anteriore fu ristrutturato a fini abitativi nel 1650. In tale occasione fu rinnovata anche la struttura del tetto, che ora si presentava con la gronda rivolta verso la piazza del mercato. 

In un ulteriore intervento edilizio, tra il 1736 e il 1737, la facciata sul lato della piazza del mercato fu completamente rinnovata e la mansarda fu rimodellata. Nel corso di indagini storico-architettoniche condotte tra il 1994 e il 1997, è stata individuata la struttura edilizia medievale, in gran parte conservata, di entrambe le case, caratterizzata da un sistema a traliccio con montanti che si estendono per tutti i piani. Si sono conservati integralmente i riempimenti in argilla dell’epoca, con decorazioni a larghe linee parallele, e il pavimento sopra il piano terra (assiti, argilla battuta, massetto di gesso come strato di calpestio al 1° piano). Ancora oggi è possibile ammirare i resti della decorazione pittorica storica della stanza con pareti in legno nell’abitazione. Per il restauro degli edifici nel rispetto dei criteri di tutela dei beni culturali, la città di Jena ha ricevuto nel 2003 il Premio per la tutela dei beni culturali della Turingia. I magazzini, soprattutto nella loro funzione combinata di magazzino e sede amministrativa, erano edifici funzionali di grande importanza nell’infrastruttura urbana.

  • Indirizzo: Markt 16
  • Orario di apertura: dalle 14:00 alle 20:00; i membri dell’associazione artistica forniscono informazioni in loco

Il vero e proprio centro del primo Romanticismo di Jena e la “casa storica dei romantici” si trovavano al numero 5 della Leutragasse. Vi abitarono, a partire dal 1796, August W. Schlegel, Caroline Schlegel, Dorothea Veit e Friedrich Schlegel. Nel novembre 1799 vi si tenne il famoso «incontro dei romantici», al quale parteciparono anche Friedrich von Hardenberg (Novalis), Friedrich W. J. Schelling e Ludwig Tieck. Nel 1945 l’edificio fu distrutto. La Leutragasse scomparve con la costruzione della torre ZEISS/Uni.

Quella che oggi viene chiamata «Romantikerhaus» era la residenza del filosofo Johann Gottlieb Fichte. Fu costruita intorno al 1670 (1667-1668 d) su fondamenta più antiche. In origine l’edificio sorgeva su una piccola piazza (Sitzenplan), situata all’incrocio tra Unterm Markt e Unterlauengasse. All’inizio del XX secolo l’area circostante fu ampiamente ristrutturata nell’ambito di interventi urbanistici. Con la realizzazione del complesso edilizio di Unterm Markt 8-12, la piazza pubblica si è trasformata in un cortile, che tuttavia costituisce ancora oggi l’accesso principale. L’edificio stesso è l’ultima casa premoderna rimasta all’interno dell’area. La sua facciata principale si affaccia oggi sul Löbdergraben. Con la crescente consapevolezza dell’importanza del primo romanticismo di Jena, si decise di dedicare a Jena un museo che ne celebrasse la memoria. A tal fine, nel 1981 fu inaugurato il «Memoriale del primo romanticismo tedesco» al piano terra dell’edificio, fino ad allora adibito ad abitazione. Fino al 1985 sono stati realizzati gli spazi all’aperto, che oggi sono anch’essi soggetti a tutela. Nel 2021-2022 l’edificio è stato ristrutturato a seguito di un sinistro. Ora sono in programma ampi lavori di ristrutturazione al piano terra, ma soprattutto nell’area esterna.

  • Indirizzo: Unterm Markt 12a
  • Orari di apertura: dalle 10:00 alle 17:00 (ingresso gratuito)

La Giornata dei monumenti aperti è la divulgazione dei beni culturali in forma sintetica. La divulgazione dei beni culturali, a sua volta, è una componente importante dell’educazione storico-politica e culturale. Proprio a questo scopo fu costruita, a suo tempo, la Volkshaus. Anche la Filarmonica di Jena si è dedicata all’educazione e alla mediazione culturale. In questo senso, si uniscono ormai secondo una consolidata tradizione elementi che sono destinati a stare insieme: il concerto di apertura della stagione della Filarmonica di Jena, la giornata delle porte aperte alla Volkshaus e la Giornata dei monumenti aperti. 

Il complesso edilizio a forma di angolo, progettato tra il 1901 e il 1903 su iniziativa di Ernst Abbe secondo i progetti di Arwed Roßbach, doveva fornire 

«istruire e stimolare intellettualmente i lavoratori»

 . Il complesso edilizio, con la sua struttura interna funzionale, il design rappresentativo delle facciate e degli interni e la sala di elevata qualità dal punto di vista acustico e progettuale, svolge ancora oggi molteplici funzioni. L’imponente ala della cucina ha tuttavia dovuto cedere il posto al progetto di nuova costruzione del «Museo Ottico Tedesco», e la sala di lettura ha perso la sua destinazione d’uso, mantenuta per decenni, a causa della costruzione della nuova biblioteca. Il restauro nel rispetto dei criteri di tutela dei beni culturali, in corso dal 2017 al 2022, ha compreso, oltre alla riparazione dei danni, anche la messa in evidenza delle finiture storiche delle superfici e l’adeguamento alle nuove e moderne esigenze d’uso. Poiché, a causa della nuova destinazione d’uso, il complesso edilizio non è più così facilmente accessibile alla maggior parte della popolazione,si intende crearealmeno«una casa aperta a tutti»con una «Giornata delle porte aperte» annuale nel fine settimana della Giornata dei monumenti storici

  • Luogo: Carl-Zeiß-Platz 15
  • Orari di apertura: dalle 10:00 alle 15:00 (torre e sala)
    • dalle ore 15:00: concerto di apertura della stagione «Planet Dvořák» della Filarmonica di Jena sotto la direzione del direttore musicale generale Simon Gaudenz e con la partecipazione del sindaco di Jena, il dott. Th. Nitzsche, nella sala Ernst-Abbe

Il successo mondiale dell’azienda ZEISS si basa sulla collaborazione tra Carl Zeiß, Ernst Abbe e Otto Schott. A metà del XIX secolo, il meccanico Carl Zeiß fondò a Jena la sua officina ottica. Il fisico Ernst Abbe fornì i calcoli ottici decisivi e rivoluzionò la produzione di strumenti ottici. Il chimico Otto Schott introdusse le moderne tecniche di lavorazione del vetro in questo team innovativo. A Ernst Abbe, eminente scienziato, imprenditore e soprattutto riformatore sociale e mecenate della cultura, è stato eretto qui, nel cuore della sua opera, un monumento che a sua volta è frutto della collaborazione tra artisti e operatori culturali delle più svariate discipline. Le riforme e le iniziative di Abbe (la Fondazione Zeiss con statuto sociale, la creazione di un luogo di istruzione e cultura per tutti con la Volkshaus, la fondazione di cooperative edilizie) ebbero successo perché Abbe non solo aveva delle visioni, ma era anche integrato in un’ampia e influente rete che comprendeva la società cittadina, economia, scienza, politica e cultura e, inoltre, era in grado di fungere da mediatore tra imprenditori, lavoratori, politici e operatori culturali.

Il monumentale padiglione commemorativo, i cui progetti risalgono a Henri van de Velde, fu eretto tra il 1909 e il 1911 in onore di Ernst Abbe. All’interno, l’edificio simile a un tempio ospita calchi in bronzo dei quattro rilievi di Constantin Emile Meunier, originariamente destinati a essere realizzati in pietra. Meunier li creò per il «Monumento al Lavoro», rimasto incompiuto. I rilievi raffigurano: «L’industria», «La miniera», «Il raccolto», «Il porto». Il rilievo «L’Industria» raffigura una scena drammatica in una vetreria e si adattava quindi perfettamente a Jena. L’utilizzo degli altri rilievi è stato reso possibile dal loro contenuto, che si distacca dal contesto originario. Al centro del padiglione, su un basamento di marmo rosso, si erge l’erma realizzata in marmo bianco da Max Klinger con il busto ritratto di Ernst Abbe e raffigurazioni allegoriche. Il padiglione, immerso in un’area verde, costituisce il centro della Carl-Zeiß-Platz. L’edificio centrale ottagonale è considerato un’opera d’arte totale di livello europeo, il cui effetto e la cui espressività sono in stretta relazione con l’ambiente circostante. La sua collocazione nel tessuto urbano è giustificata non solo dalla vicinanza all’ex sede di attività di Abbe, ma anche da ragioni simboliche. Insieme allo stabilimento principale della ZEISS, alla Volkshaus e all’ex abitazione di Abbe, costituisce un luogo di riflessione nel triangolo formato da lavoro, vita e cultura.

  • Luogo: Carl-Zeiß-Platz
  • Orari di apertura: dalle 10:00 alle 18:00; materiale informativo e referenti disponibili in loco

Il Planetario ZEISS, costruito 100 anni fa – nel 1926 – su progetto di Schreiter & Schlag, è il più antico grande planetario indipendente al mondo ancora in funzione. L’edificio non è solo un esempio eccezionale dell’architettura in cemento armato dei primi anni del XX secolo, ma è soprattutto il prototipo di un genere edilizio di nuova creazione: il planetario. Concepito come edificio isolato in un ambiente spazioso, l’edificio principale è stato realizzato come una rotonda coronata da una cupola con un portico rettangolare trasversale a otto assi – quasi come un pronao del tempio della scienza e della tecnica. La calotta in calcestruzzo secondo il sistema ZEISS-DYWIDAG ha uno spessore di soli 6 cm. Mentre la cupola a rete esterna costituisce la base della calotta in calcestruzzo, una cupola a rete interna sostiene la superficie di proiezione. Lo spazio intermedio, con lamiere sospese in modo variabile, serviva a migliorare l’acustica. 

L’invenzione rivoluzionaria del cosiddetto sistema ZEISS-DYWIDAG risale a Walter Bauersfeld. Per il «planetario» da lui inventato insieme a Franz Meyer era necessaria una sala sperimentale in cui fosse possibile proiettare, a titolo di prova, la volta celeste. Bauersfeld sviluppò la rete semisferica composta da barre piatte di ferro, tenute insieme a forma di stella tramite uno speciale sistema di giunti a sei nodi. Questa rete funge da base. È stata circondata da una rete metallica e modellata in una superficie a guscio chiusa mediante il «torkret», il processo di spruzzatura appena inventato che prevedeva l’applicazione di calcestruzzo a strati. La cupola interna della rete è costruita allo stesso modo di quella esterna. In occasione del centenario del Planetario ZEISS, la superficie di proiezione e la tecnologia sono state modernizzate e ristrutturate. Per alcune settimane è stato possibile ammirare la rete. In occasione della Giornata dei monumenti, la Fondazione Ernst Abbe illustra, nel corso di visite guidate, la struttura e gli interventi di risanamento di questo monumento culturale, riconosciuto nel 2019 dalla Camera Federale degli Ingegneri come «Simbolo storico dell’ingegneria civile in Germania».

  • Luogo: Am Planetarium 5
  • Orari: ore 12:30, 13:00, 13:30 e 14:00: visite guidate di mezz’ora con Th. Schmidt e J. Hühn, Fondazione Ernst Abbe (max. 20 persone – è richiesta la prenotazione!)
    • Iscrizioni l’8 e il 10 settembre dalle 09:00 alle 11:30 e dalle 13:00 alle 15:30 al numero di telefono 0049 3641 495141 o via e-mail all’indirizzo denkmalamt@jena.de entro l’11.09.2026

Nel 1828 il maestro fabbro Pelzer fondò nella Wagnergasse l'officina meccanica Gebr. Pelzer, dalla quale nel 1908 nacque la ditta Franz Pelzer nella Fischergasse. Nell’edificio a due piani che ospitava l’officina venivano eseguite tutte le riparazioni relative al settore metallurgico, in particolare quelle relative ad attrezzature per macellerie, agricoltura e stampa. Di conseguenza, l’attrezzatura dell’officina era molto completa. L’officina ottenne anche un brevetto per una griglia per salsicce arrosto. Dopo la sua chiusura nel 1992, fu inizialmente acquistata dalla JENOPTIK GmbH, ma già nel 1993 fu ceduta alla città di Jena, che da allora utilizza questo monumento tecnico come museo.

  • Indirizzo: Fischergasse 1
  • Orari di apertura: dalle 11:00 alle 16:00 (ingresso gratuito), brevi visite guidate su richiesta a partire da 5 persone 
    • Ore 11:00 e 14:00: «Storie dell’officina» – visita guidata pubblica con il personale del museo

Il parco pubblico di Oberaue – costituito da Paradies, Rasenmühleninsel e Oberaue – risale in gran parte ai progetti dell’architetto paesaggista di Jena G. Weichelt, il quale tuttavia si limitò soprattutto a riprendere e integrare ciò che già esisteva. I suoi progetti, realizzati nel 1957, hanno ripreso strutture esistenti come i vecchi viali, il laghetto e il sentiero lungo la riva, ma anche elementi di piccola architettura degli anni ’30, come il Paradiescafé. Il padiglione di vetro è stato inserito nel complesso da Friedhelm Schubring come edificio polifunzionale nel corso di una necessaria riorganizzazione del parco, avvenuta tra il 1974 e il 1978. La sua architettura riflette da un lato lo spazio particolare della pianura alluvionale della Saale, dall’altro la tradizione del modernismo classico, in particolare le idee e gli elementi progettuali di Mies van der Rohe e, soprattutto, di Richard Neutra. Essa affascina per la sua generosità, apertura e compattezza chiaramente strutturata. 

Attualmente sono proprio queste caratteristiche, che ne definiscono il valore storico-artistico, a porre nuove sfide alla tutela dei beni culturali. La sempre più marcata riduzione degli habitat per animali e piante porta purtroppo, nei pochi spazi naturali rimasti, a scontri – nel vero senso della parola – dolorosi. Tuttavia, la tutela della natura e quella dei monumenti collaborano da anni in un clima di fiducia. Si troverà quindi una soluzione compatibile con la tutela dei monumenti e con la conservazione delle specie. Fino ad allora, si accetterà l’applicazione delle pellicole sulle vetrate.

  • Luogo: Davanti al Neutor 5 a
  • Aperto: 13 settembre, dalle 13:00 alle 17:30
    • Mostra in vetrina sulla storia della serra, 

    • ore 15:00 concerto sulla terrazza con i «Kalter Dienstag», 

    • ore 16:00 concerto sulla terrazza con «Frau Meyer»

    • Saranno disponibili un piccolo buffet e bevande.

All’insegna del motto di quest’anno «NetzWERKE: Monumenti e infrastrutture – Edifici storici che ci emozionano e ci uniscono», i riflettori sono puntati anche sull’infrastruttura culturale e formativa, attraverso la quale avviene l’indispensabile trasferimento di conoscenze e cultura, nonché sulle reti sociali e professionali che mantengono vivo il nostro panorama monumentale. Un nodo importante e molto speciale di queste reti per Jena è la Villa Rosenthal.

Il Prof. Eduard Rosenthal, due volte rettore dell’università e giurista fortemente impegnato nella politica sociale e culturale, fu coautore dello statuto della Fondazione Carl Zeiss ed è considerato l’artefice della «Costituzione dello Stato della Turingia». La residenza, costruita nel 1890-1891 su progetto dello studio di architettura berlinese Kayser e von Großheim per lui e sua moglie Clara, si trasformò già poco dopo il trasferimento della famiglia in uno dei centri culturali della vita borghese e intellettuale a Jena e dintorni. Nel 1924 Clara ed Eduard Rosenthal disposero per testamento di cedere la villa e la tenuta annessa alla città di Jena. In tale disposizione era incluso il diritto di abitazione a vita per Clara Rosenthal. Già nel 1928 Clara Rosenthal cedette la proprietà alla città di Jena. Nel 1939 il sindaco ordinò di «rendere la casa libera dagli ebrei». Grazie all’intervento dell’ufficio legale del Comune, Clara Rosenthal conservò il proprio appartamento al piano terra dell’edificio. Visibilmente provata e gravemente malata, qui si tolse la vita l’11 novembre 1941. La sua salma fu trasportata al Cimitero Nord di Jena; la sua tomba rimane sconosciuta ancora oggi. Nel 2009 la Villa Rosenthal è stata riaperta dalla jenawohnen GmbH dopo un restauro radicale e conforme alle norme di tutela dei beni culturali. Da allora, sotto la direzione di JenaKultur, un variegato programma di attività ricorda l’impegno politico, sociale e culturale della famiglia Rosenthal. Il luogo fa inoltre parte del monumento decentralizzato dedicato a Eduard Rosenthal, denominato «Erkundungsbohrungen» (Trivellazioni esplorative).

La villa affascina per il suo design estremamente rappresentativo, in cui ogni stanza si ispira stilisticamente a un’epoca diversa. Ad oggi si sono conservati frammenti di un monumentale affresco, decorazioni in stile rococò, boiserie e vari elementi in stile Art Nouveau. La villa è immersa in un giardino simile a un parco di circa 4000 m² con alberi secolari e un padiglione commemorativo. 

La Villa Rosenthal fa inoltre parte di un complesso di villette e giardini situati sul pendio, caratteristico del paesaggio locale, risalente al periodo compreso tra il 1870 e il 1900. Proprio nell’interazione con le recinzioni e le terrazze delle ville vicine, anch’esse in gran parte iscritte come monumenti culturali, la progettazione e la configurazione dell’altopiano roccioso assumono un’importanza eccezionale e un effetto di grande impatto spaziale. Proprio questo altopiano roccioso rappresenta però una nuova grande sfida per la conservazione del bene culturale. In collaborazione con la jenawohnen GmbH, l’Ufficio regionale per la tutela dei monumenti e istituti scientifici, si stanno cercando soluzioni sostenibili e realizzabili. 

  • Luogo: Mälzerstraße 11
  • Orari di apertura: dalle 10:00 alle 16:00; il personale di riferimento è presente in loco
    • Tutta la giornata: «Mostra permanente sulla famiglia Rosenthal»

Gli ospedali universitari / ex ospedali regionali di Jena costituiscono un complesso di diversi edifici che si è sviluppato nel corso di oltre 200 anni. Nella loro forma, nella struttura e negli arredi, in parte conservati, si riconoscono le esigenze della tecnologia medica e dell’etica medica dell’epoca in cui furono costruiti. Un tempo sorto come vasto complesso alle porte della città, oggi costituisce una parte importante del centro di Jena. Nonostante la sua costruzione graduale, il complesso è soggetto a un concetto progettuale d’insieme, che si manifesta in particolare nel tracciato dei percorsi, nella progettazione delle piazze e delle aree verdi, nonché nelle decorazioni architettoniche specifiche e funzionali. 

Un ruolo di primo piano nella progettazione è stato svolto dall’idea terapeutica della guarigione nel verde. Tutti gli edifici clinici del XIX secolo erano collegati, tramite aree verdi di grande pregio, allo spazio verde centrale, progettato sul modello dei parchi paesaggistici dell’epoca. L’area di Bachstraße costituisce il nucleo originario della medicina universitaria di Jena e riveste un’importanza eccezionale dal punto di vista della storia urbana, culturale e medica. È protetta in quanto complesso monumentale. Alcuni edifici sono inoltre protetti come singoli monumenti culturali. L’area sta per affrontare un grande cambiamento. Attualmente è in fase di elaborazione un piano di sviluppo urbanistico. Poiché lo scorso anno la visita guidata dell’area si è svolta in modo un po’ disordinato a causa del «sovraffollamento», quest’anno è prevista innanzitutto una conferenza introduttiva nell’aula magna della clinica oftalmologica, seguita da una visita guidata dell’area con visita al bunker della clinica ginecologica. Purtroppo non è più possibile accedere al reparto di patologia. 

  • Luogo: Bachstraße 18
  • Orario: ore 13:00: conferenza nell’aula magna della clinica oculistica seguita da una breve visita guidata dell’area ospedaliera con E. Zimmermann, dell’Autorità inferiore per la tutela dei monumenti (durata complessiva: circa 2,5 ore)

Fuori dalle porte della città, nei dintorni di Jena: frazioni rurali e centri storici

Da ormai 150 anni, il monumento ai caduti del battaglione di Jena nella guerra franco-prussiana, eretto tra il 1871 e il 1874 e restaurato nel 2009, svetta sopra le cime degli alberi sul Forst. Quando il tempo è bello, la torre della foresta offre una vista fantastica su Jena e sulle valli circostanti. Lo stesso vale per la Torre di Bismarck, eretta tra il 1906 e il 1909 sul Malakoff come punto panoramico monumentale su progetto di W. H. Kreis sotto la direzione del direttore dell’urbanistica Bandtlow, in onore dell’ex cancelliere imperiale. Da anni la Torre di Bismarck presenta danni ingenti, soprattutto alla corona della torre / al deambulatorio con le sculture di aquile e alla balaustra inferiore. L’infiltrazione di umidità nella muratura, protrattasi per anni, ha causato qui enormi danni alla struttura portante. I 9 pilastri di sostegno del corridore della corona presentano già spostamenti di posizione. Anche la struttura della muratura ad arco nel corridore della corona è gravemente compromessa. Negli ultimi anni sono stati effettuati soprattutto interventi di messa in sicurezza d’emergenza, anche con la rimozione di pietre da costruzione a rischio di caduta. 

Dalla primavera, l’ente comunale KIJ sta realizzando la prima fase dei lavori di risanamento radicale. L’intervento è finanziato dall’Ufficio regionale della Turingia per la tutela dei beni culturali. In occasione della Giornata dei monumenti, la KIJ e l’associazione «Berggesellschaft Forsthaus e. V.» invitano a partecipare a visite guidate al cantiere per illustrare i lavori in corso e le ulteriori misure previste. L’associazione «Berggesellschaft Forsthaus e. V.» sarà inoltre presente con una mostra sulla storia della Torre di Bismarck.

  • Luogo: Auf dem Forst
  • Torre di Forst aperta: dalle 11:00 alle 15:00
  • Torre di Bismarck aperta: dalle 12:00 alle 15:00
    • Visite guidate al cantiere con la signora D. Kohl (Kommunale Immobilien Jena) e il signor Th. Pfeil (architetto), ultima visita alle ore 14:45
    • Attenzione: la salita al piano delle impalcature avverrà in piccoli gruppi da 10 a 15 persone. È obbligatorio indossare calzature robuste e chiuse. I bambini possono accedere alle impalcature solo a partire dagli 8 anni (altezza minima 1,20 m) e solo se accompagnati da un tutore legale.

Si prega di preferire gli spostamenti senza auto, poiché in Schottplatz è disponibile solo un numero limitato di posti auto. 

Il piccolo osservatorio fu costruito nel 1903-1904 come primo osservatorio aziendale della ditta Carl Zeiss. La cupola ha un diametro di 6 m, ma è stata integrata da un piccolo edificio adibito a officina. Nel 1913 fu realizzato il portico, mentre nel 1936-1937 fu aggiunta un’ulteriore ala. Oggi l’osservatorio è dotato di un telescopio a specchio di tipo Cassegrain 500/10 000 risalente agli anni ’70. Nel 2024-2025 sono stati effettuati lavori di manutenzione al sistema di supporto e di azionamento del telescopio. A causa della struttura e della posizione dell’osservatorio, l’intervento si è rivelato piuttosto complesso. La città di Jena ha potuto sostenere i lavori sul telescopio con un piccolo contributo finanziario.

La storia e la conservazione del piccolo osservatorio forestale sono strettamente legate all’operato dell’associazione Urania. Anche questa associazione è nata dalla rete composta da università, stabilimento ZEISS e comunità cittadina che ha caratterizzato (e continua a caratterizzare) così profondamente Jena. Nel 1897 fu fondato il dipartimento di astronomia della ZEISS. A ciò si accompagnò l’idea di alcuni collaboratori di questo dipartimento di creare un’associazione astronomica di divulgazione scientifica. Questa venne fondata nel 1909 con il nome di Urania e.G.m.b.H., una cooperativa che contava inizialmente 20 soci. Nell’estate del 1909 la ditta Carl Zeiss mise a disposizione dell’associazione l’osservatorio astronomico di Forst. Nel 1924 la cooperativa cambiò denominazione in “Volkssternwarte Urania e. V.”, associazione registrata. Anche all’interno di questa rete, in momenti diversi, le tensioni tra i vari attori furono più o meno intense, ma la struttura resistette. Nel 1936 l’associazione dovette cedere l’osservatorio forestale all’università. In cambio ricevette la cupola di Winkler nello Schillergässchen. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’associazione fu trasferita al Gruppo di lavoro astronomico della VEB Carl Zeiss Jena. 60 anni fa, il 19 aprile 1966, i soci dell’Osservatorio popolare Urania ricevettero in restituzione dall’Università l’Osservatorio forestale, compreso il telescopio a specchio Cassegrain 500/10000, e da allora gestiscono due osservatori. Dal 5 dicembre 1990 il Gruppo di lavoro di astronomia è nuovamente un’associazione registrata, in conformità con il proprio statuto del 1909.

  • Luogo: Auf dem Forst / Forstweg 88
  • Orario di apertura: dalle 13:00 alle 16:00
    • A seconda dell’interesse dei visitatori, i membri dell’Osservatorio pubblico Urania Jena e. V. organizzano continuamente visite guidate alla cupola. In caso di condizioni meteorologiche favorevoli, vengono effettuate osservazioni del Sole.

La chiesa di “Nostra Signora” fu costruita in sostituzione di un edificio precedente del XIII secolo in onore di Santa Maria. Costituiva il centro dei villaggi di Wenigenjena e Camsdorf. I lavori di costruzione iniziarono intorno al 1400 con la realizzazione del grande coro poligonale, con la partecipazione del capomastro Peter Heuerliß, il principale scalpellino della chiesa cittadina di Jena. Dopo il completamento parziale della «Schöne Pforte» (Bella Porta), che fungeva da portale d’ingresso sulla facciata sud della navata, i progetti per la costruzione di una nuova grande chiesa dovettero essere abbandonati a causa della Riforma. Nel 1516 fu installata una copertura provvisoria in legno. Anche la costruzione della torre rimase incompiuta a causa della Riforma. Solo nel periodo post-riforma (1557) l’edificio sacro fu completato in forma ridotta e con un’architettura sobria. Nel 1790, nella chiesa del villaggio, Friedrich Schiller sposò Charlotte von Lengefeld. Nel corso del restauro della chiesa, effettuato tra il 1897 e il 1902, il coro fu dotato di volta. Nella seconda metà del XX secolo, a causa di un’infestazione da funghi e del crollo del tetto della navata, alcune parti della chiesa dovettero essere chiuse al pubblico. A partire dal 1990 è iniziato il risanamento della chiesa, grazie anche alle donazioni provenienti da Marbach, città natale di Schiller.

  • Indirizzo: Schlippenstraße 32
  • Orari di apertura: dalle 12:00 alle 16:00; i membri della comunità sono presenti in loco e saranno lieti di fornire informazioni

A partire dal 1424 l’attuale edificio ecclesiastico fu costruito come “nuova cappella” per un’immagine miracolosa della Madonna. Il completamento del coro in stile tardo-gotico segna l’inizio di una vivace tradizione di pellegrinaggio a Ziegenhain. Nel 1636 il coro fu separato strutturalmente; la navata a tre navate è oggi in rovina. Gli affreschi conservati sulla parete nord del coro, raffiguranti l’episoio dell’Epifania e risalenti al 1430, mostrano presumibilmente vedute dei complessi fortificati situati sulla collina locale. L’altare a ali gotico contiene 353 «iscrizioni» degli studenti risalenti al periodo compreso tra il 1591 e il 1635. Uno dei pochi altari barocchi a piramide (1694) conservati in Germania si trova nuovamente nel presbiterio dal 2016, dopo il restauro. 

Negli ultimi anni, grazie a vari finanziamenti per la tutela dei beni culturali e al sostegno dell’associazione per la costruzione della chiesa, sono state risanate le capriate e i tetti (del tempio e del campanile). Nel gennaio 2022 sono stati installati il pinnacolo, la banderuola e la croce. Nel 2024 sono stati sistemati gli spazi esterni. La fusione di due nuove campane in bronzo, commissionata lo scorso anno, è stata realizzata quest’anno. In occasione della Giornata dei monumenti sarà possibile visitare sia la meravigliosa Marienkirche che le due nuove campane. La solenne consacrazione delle campane è prevista per l’autunno.

  • Indirizzo: Edelhofgasse 9
  • Orario di apertura: dalle 10:00 alle 18:00. I membri della comunità saranno presenti in loco
    • alle ore 11:00 e alle ore 16:00: visita guidata della chiesa con il Prof. Dr. M. Jahreis e il Prof. Dr. G. Jahreis
    • Ore 17:00: momento di preghiera e visita guidata alla chiesa con il parroco Dr. Chr. Rymatzki

Nel Medioevo, il castello di Lobdeburg non era solo la residenza della famiglia nobile da cui prendeva il nome, ma anche una componente fondamentale dell’organizzazione amministrativa e infrastrutturale del suo territorio. Quest’ultimo si estendeva dalla valle della Saale fino ai monti scistosi della Turingia settentrionale. Per sottolineare tale importanza, per la costruzione del castello a metà del XII secolo era stata scelta una posizione visibile da lontano. Il castello costituiva così un punto di riferimento al confine esterno del dominio territoriale dei Lobdeburg.

Oggi le rovine del castello, situate in una posizione dominante sul territorio, sono caratterizzate soprattutto dalla monumentale torre residenziale di tipo anglo-normanno, progettata per essere visibile da lontano.

Dopo quasi 30 anni di un ampio restauro, effettuato nel rispetto dei criteri di tutela dei beni culturali, delle strutture conservate in superficie e portate alla luce dagli scavi archeologici, il castello è ora nuovamente accessibile al pubblico e offre ai visitatori scorci e panorami sorprendenti. L’archeologo comunale di Jena, il dott. Rupp, nella sua tesi di dottorato del 2020 ha analizzato gli scavi archeologici e le indagini storico-architettoniche condotte nell’ambito di questi lavori – in parte da lui stesso. I visitatori potranno partecipare a un’affascinante visita guidata.

  • Luogo: sullo sperone roccioso a sud di Lobeda
  • Apertura: ore 9:30; punto di ritrovo: davanti al cancello del castello
    • Visita guidata al complesso del castello con il dott. M. Rupp, archeologo comunale / Autorità inferiore per la tutela dei monumenti 

L'attuale chiesa in stile tardo-gotico sorse al posto di una chiesa più antica, menzionata già nel 976 e nel 1228 e distrutta nel 1446 durante la guerra fratricida sassone. Alla fine del XV secolo ebbe inizio la ricostruzione della chiesa, con la navata che poggia sui resti delle mura dell’edificio precedente. Il coro gotico, che oggi caratterizza il profilo di Lobeda, fu aggiunto tra il 1477 e il 1483. Ulteriori lavori di ristrutturazione sono attestati solo nel 1622 da un’iscrizione muraria. All’interno si trovano preziosi affreschi tardogotici di grandi dimensioni su pareti e soffitti, tra cui rappresentazioni monumentali di San Cristoforo e della Madonna con aureola sulla parete nord del coro. Purtroppo non si conoscono i nomi dei maestri autori degli affreschi a secco. Come autore del meraviglioso pulpito rinascimentale in pietra del 1556 viene spesso citato il capomastro Nikolaus Theiner di Lobeda (NTL), ma il marchio dello scalpellino non corrisponde e si tratterebbe di un’opera giovanile molto matura. Alcuni misteri rimangono tali. 

Sia all’esterno che all’interno della chiesa, ma anche nel cimitero, sono in programma importanti interventi edilizi. Nel 2027, ad esempio, saranno risanate la struttura e la copertura del tetto sopra il coro. Per finanziare questi importanti interventi, nella Peterskirche si terranno, tra l’altro, concerti di beneficenza. A conclusione della Giornata dei monumenti, si esibiranno gli Stilbruch.

  • Luogo: Lobeda, Susanne-Bohl-Straße
  • Orario di apertura: dalle 14:00 alle 17:00, visite guidate su richiesta a cura dei membri della comunità
    • Ore 18:00: concerto di beneficenza con il gruppo “Stilbruch” di Lipsia per finanziare il restauro della chiesa

Drackendorf, menzionata per la prima volta in un documento alla fine del XIII secolo, è strettamente legata al nome della famiglia von Ziegesar. Nel 1746, dopo la morte dei von Griesheim, Carl Siegmund von Ziegesar acquisì il maniero di Drackendorf sposando Christiane S. von Griesheim. Sotto August Friedrich Carl von Ziegesar (1746-1813) e suo figlio Anton (1783-1843), la tenuta di Drackendorf si sviluppò nel XVIII e XIX divenne un luogo di incontro e di soggiorno per umanisti e classicisti quali Goethe, Schopenhauer, Herder, Wieland, Kügelgen e Caspar David Friedrich. All’iniziativa di Ziegesar si deve anche la struttura di base del parco di Drackendorf come giardino paesaggistico all’inglese, per la quale un parco preesistente e più antico fu in parte riorganizzato e ampliato. 

Con la costruzione della casa da tè nel 1854 ad opera di Clara von Helldorff – il cui marito aveva acquistato la tenuta nel 1836 – si verificò probabilmente una riorganizzazione / riorganizzazione dell’intero complesso secondo i canoni di un giardino paesaggistico classico, che tuttavia è documentabile solo per la ristretta area situata direttamente davanti al padiglione del tè. La struttura di base del parco, ancora oggi esistente, per quanto riguarda la configurazione degli spazi, gli assi visivi e la rete di sentieri, risale probabilmente a quel periodo. Anche il patrimonio arboreo più antico, composto oggi da sei alberi, risale a quel periodo. Fino al 2021, grazie all’impiego di fondi comunali ed europei, è stato progressivamente attuato in gran parte un piano di sviluppo elaborato su incarico della città di Jena, rendendo nuovamente fruibile l’idea progettuale originaria nel rispetto delle esigenze di tutela ambientale.

  • Luogo: Drackendorf, Alte Dorfstraße
  • Padiglione aperto: dalle 11:00 alle 13:00; sul posto saranno presenti membri dell’associazione locale pronti a fornire informazioni; festa di paese con musica, spuntini e birra “Schellenbier” 
  • Sala della tradizione locale (Alte Dorfstraße 20) aperta: dalle 11:00 alle 13:00

La chiesa della “Resurrezione di Cristo”, situata ai margini del parco di Drackendorf, risale a un precedente edificio romanico. Si ritiene che alcune parti dell’edificio risalgano già al XIII secolo. Tra il 1653 e il 1656, grazie alla donazione del patrono Christian Beer, furono effettuati lavori di ristrutturazione e di ricostruzione parziale, che integrarono il coro e la parte inferiore del campanile di un precedente edificio gotico. Del coro gotico si conservano le pareti perimetrali e le finestre, ma non il traforo né le volte. Secondo le iscrizioni murarie sopra le porte, sia la navata maggiore che l’annesso a sud destinato al seggio del signore, nonché la struttura chiusa e ottagonale della torre, furono eretti in quel periodo. 

Le tribune installate nel 1786 furono già smantellate in occasione della ristrutturazione del 1867 ad opera dell’ingegnere edile Spittel. Oggi si accede all’interno della chiesa attraverso il portale ad arco a tutto sesto sul lato sud della torre. Il patronato della Chiesa della Resurrezione era nelle mani delle famiglie nobili residenti nel luogo, tra cui i Puster, i von Ziegesar e i von Helldorf.

  • Indirizzo: Am Goethepark 3
  • Orari di apertura: dalle 09:00 alle 18:00; è disponibile materiale informativo

La chiesa barocca di San Paolo a Wöllnitz fu costruita tra il 1740 e il 1743 al posto di un edificio precedente, integrandolo, secondo i progetti dell’architetto Johann Wilhelm Hase. L’edificio centrale, di forma ottagonale irregolare, è coronato da una torre ottagonale alta 20 metri, dotata di cupola a coda e lanterna. Un frontone barocco dalle linee slanciate sottolinea la facciata sud della chiesa, costruita in calcare a conchiglia. Le pareti della chiesa sono intervallate da finestre ad arco piano. Il carattere di edificio a pianta centrale è evidente anche all’interno della chiesa; due file di tribune in legno circondano la navata centrale. 

In origine nel campanile erano appese due campane. Furono rimosse dal campanile nel 1814, poiché le pareti laterali della chiesa rischiavano di crollare. Oggi due campane in acciaio del 1920 sono collocate in una campanaria situata su un'altura tra Oberwöllnitz e Unterwöllnitz, che nel frattempo è stata dichiarata monumento culturale protetto. All’interno della chiesa si trova un organo, costruito tra il 1859 e il 1861 da un membro della famiglia di costruttori di organi Poppe di (Stadt)Roda. Ha fatto parte del progetto di ricerca dell’EKM «Presenza di muffa sugli organi nella Germania centrale». 

  • Indirizzo: Unterdorfstraße
  • Orari di apertura: dalle 15:00 alle 17:00; i membri della comunità sono presenti in loco come referenti

La chiesa a navata unica fu costruita tra il 1701 e il 1703 sul sito di un edificio precedente. Il fondatore della chiesa, Friedrich von Kospoth (1630-1701), affittuario della tenuta di Burgau, morì già nel 1701, poco dopo la posa della prima pietra. Il suo corpo mummificato fu sepolto nella cripta sotto il presbiterio dopo il completamento della chiesa. Dall’inizio degli anni ’90 la chiesa è stata sottoposta a importanti lavori di restauro, tra cui misure di stabilizzazione radicali per la torre e la struttura portante del tetto. Inoltre, sulla base dei risultati delle analisi cromatiche effettuate durante il restauro, è stata ricostruita la decorazione barocca degli interni, andata perduta nel 1884 a causa della ridipintura tipica dell’epoca. Nel 2018 il pavimento è stato risanato e completato. Dopo diversi anni di preparativi, nel 2026 è potuto iniziare anche il complesso restauro dell’organo Poppe del 1796. Lo spazio che circonda l’organo, ormai smontato, è già stato risanato. 

La conservazione dei nostri monumenti culturali dipende dall’impegno volontario di molte persone. Una personalità particolarmente impegnata nella divulgazione delle conoscenze e della passione per il patrimonio monumentale di Burgau era Traugott Keßler. Per molti anni è stato anche un referente affettuoso, affidabile e pieno di idee per le autorità preposte alla tutela dei monumenti. Purtroppo è venuto a mancare quest’anno. È venuta a mancare anche Ute Merbach, che, tra l’altro, in qualità di fondatrice della Fondazione ecclesiastica di Jena, ha finanziato in modo determinante il restauro della Chiesa della Trinità. In occasione della Giornata dei monumenti, che coincide con la Giornata tedesca dell’organo, si terrà un concerto commemorativo in suo onore nella chiesa di Burgau, nell’ambito del Festival dell’organo di Burgau.

  • Luogo: Geraer Straße 69
  • Orario di apertura: dalle 10:00 alle 17:00
    • Ore 16:00: concerto di beneficenza con L. Förster (cantore, Chiesa cittadina di Jena)

    • Ore 17:00: «Ma chi sta fischiando?!» Organo e poesia con A. Korn e D. Modersohn

    • Ore 19:00: concerto commemorativo con D. Modersohn (musicista di chiesa ed esperto di organo)

La prima fase di costruzione (dal 1981 al 1986) del grande complesso residenziale di Winzerla, progettato in tre fasi, comprendeva 2.600 appartamenti, un asilo, un ipermercato, il corso d’acqua e due scuole con relativa palestra, Una di queste due scuole è l’ex «Goethe-Schule» in Hugo-Schrade-Str. 1. Fu costruita tra il 1983 e il 1985 come scuola secondaria politecnica a due sezioni. A causa delle condizioni locali (tra cui la topografia del terreno) e delle esperienze già maturate, sono state apportate alcune modifiche rispetto al progetto tipo Gera - Ratio 81. Ciò ha riguardato, tra l’altro, le aree d’ingresso (gradini, ringhiere, tettoia d’ingresso), ma in particolare anche la sigillatura dei giunti degli elementi in calcestruzzo e la struttura del pavimento. 

La progettazione è stata affidata al VEB Wohnbaukombinat Gera BT 5 (Rudolstadt). La speciale stazione di allacciamento HA 2, dotata di moduli microcomputerizzati della VEB TGA Gera, BT Neustadt / Orla, per la regolazione della temperatura dei circuiti di riscaldamento e dell’acqua sanitaria, è stata installata a gennaio 1987. Gli impianti tecnici e i servizi igienici sono stati oggetto di interventi di risanamento parziale e di rinnovo nel corso del suo utilizzo. La scuola è l’ultima scuola prefabbricata di tipo «Gera» costruita a Jena e, al contempo, l’ultima scuola di questo tipo a Jena che si conserva ancora in gran parte nelle condizioni originali della fine degli anni ’80. Nella primavera del 2024 è stata inserita nell’elenco dei monumenti storici a titolo informativo per motivi storici e urbanistici e da allora è oggetto di numerose discussioni. Durante le visite guidate e i colloqui vengono illustrati i valori storici dell’edificio.

  • Indirizzo: Hugo-Schrade-Straße 1
  • Orario di apertura: dalle 10:00 alle 15:00; i membri dell’iniziativa civica e del consiglio di quartiere saranno a disposizione per conversare durante un piccolo brunch
    • Visita guidata con I. Claus, Ufficio regionale della Turingia per la tutela dei monumenti

La chiesa di San Nicola, costruita nel XII secolo come chiesa a coro quadrato, era una filiale di San Lorenzo a Maua. Entrambe le chiese appartenevano al monastero cistercense di Grünhain nei Monti Metalliferi, i cui monaci avevano introdotto la viticoltura. Intorno al 1250, il coro rettangolare fu sopraelevato trasformandolo in una torre difensiva rettangolare a quattro piani. San Nicola fungeva da chiesa fortificata. Si sono conservati resti delle mura difensive e un bastione circolare, che sono stati restaurati tra il 2015 e il 2017. Tra il 2019 e il 2021 è stato effettuato il restauro del tetto. 

Un vero e proprio gioiello è il «rosone di Leutra», una finestra a undici lobi sul lato est, il cui simbolismo rimanda agli undici discepoli di Gesù la mattina di Pasqua. Sul lato sud della navata, di breve lunghezza, si trova l’ingresso: una porta romanica ad arco a tutto sesto con ante e finiture decorative gotiche; nell’intelaiatura della porta sono scolpiti simboli di difesa: balestra, spada e palla. Sopra la porta, poco sotto la gronda, si trova una testa con una pietra per l’acqua, le cui interpretazioni sono molto varie e spaziano dal demone a San Nicola.

All’interno si trova un fonte battesimale risalente probabilmente al XII secolo. Nel 2022 due lapidi storiche sono state trasferite dalla parete esterna sud all’interno della chiesa.

  • Indirizzo: Leutra 16
  • Orari di apertura: alle 11:00 e alle 13:00 visite guidate con K. Junghans

Il mulino “Obermühle Leutra” fu probabilmente costruito a metà del XVIII secolo alla periferia di Leutra, in un’ansa del fiume Leutra. È probabile che esistessero edifici precedenti. Nel XIX secolo il mulino ad acqua fu ampliato con edifici residenziali e annessi. Nel 1900 il proprietario del mulino, Hugo Grimm, fece rinnovare l’impianto meccanico. L’attività del mulino cessò già nel 1960. Successivamente, la struttura fu utilizzata prevalentemente per scopi agricoli. Lo stato del complesso molinare vero e proprio è peggiorato visibilmente dopo la suddivisione del terreno. A causa della mancata esecuzione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza, si sono verificate massicce infiltrazioni di umidità che hanno portato il complesso a un punto di non ritorno, con conseguenti gravi danni strutturali. 

Si è discusso più volte della revoca dello status di monumento storico. Dal 2019 sono in corso lavori di ristrutturazione e risanamento per destinare il complesso ad uso residenziale. I primi appartamenti sono già occupati. Purtroppo, durante i lavori di costruzione si sono verificate ulteriori gravi perdite strutturali. Le parti dell’edificio ora visibili sono quindi, in gran parte, ricostruzioni sia nei precedenti piani a graticcio che nei piani superiori in muratura di mattoni, dove la ricostruzione è stata effettuata sulla base di rilievi che tengono conto delle deformazioni e di immagini misurate e corrette. Ciononostante, è evidente che ci si trova qui in una zona limite della conservazione dei beni culturali.

  • Luogo: Leutra 2
  • Orario: ore 15:00: visita guidata con il sig. N. Spehr, SPEHR.Ingenieure-Planungsbüro (max. 30 persone – è richiesta la prenotazione!)
  • Punto di ritrovo: in fondo alla strada, davanti al frontone ovest dell’edificio principale (non nel cortile)

Iscrizioni l’8 e il 10 settembre rispettivamente dalle 08:30 alle 11:30 e dalle 13:00 alle 15:30 al numero di telefono 0049 3641 495141 o via e-mail all’indirizzo denkmalamt@jena.de.de entro l’11.09.2026

La chiesa a sala, costruita nel XII secolo, faceva parte, a partire dal XIII secolo, di una commenda dell’Ordine Teutonico. Le aggiunte del XV secolo e le modifiche strutturali del XVI e XVII secolo ne hanno determinato l’aspetto attuale. Le tracce delle singole fasi costruttive sono ancora oggi ben visibili in elementi quali l’intonaco, la disposizione delle fughe, la forma delle finestre, gli ornamenti o anche le iscrizioni. All’interno, la chiesa custodisce, tra l’altro, una cassa da sepoltura incassata nel muro risalente al 1275, un altare a pale del 1517 e la loggia del patronato con due stemmi di ex commendatori dell’Ordine Teutonico. Nella navata sono visibili lapidi funerarie di altri commendatori e, nella zona della prima galleria, epitaffi. Il rifacimento degli interni, avvenuto negli anni 1991-1993, è stato effettuato sulla base dei risultati dei restauri. Presso la Marienkirche si trova una delle più antiche porte di chiesa di paese della Germania centrale, risalente al 1223.

  • Ubicazione: Pfarrgasse
  • Orario di apertura: 10:00 – 17:00
    • Visite guidate sulla storia dell’edificio e sul restauro, su richiesta, con il signor F. Bürglen, ex amministratore parrocchiale e curatore locale della Fondazione tedesca per la tutela dei monumenti; 

    • Mostra dedicata all’Ordine Teutonico e alla storia di Zwätzen come sede del commendatore regionale della Turingia.

    • Nel pomeriggio saranno offerti caffè e dolci

Il villaggio di Laasan, menzionato per la prima volta in un documento del 1367, ha conservato in larga misura il suo carattere rurale autonomo. Al centro sorge la piccola ma imponente sede del consiglio comunale e birrificio. Il municipio fu costruito tra il 1615 e il 1617 come torre ottagonale. Nel 1740 fu annessa la birreria, mentre nel 1802 fu inaugurata la sala del consiglio. Il diritto comunale di produzione della birra rimase in vigore dal 1742 al 1946. Il municipio fu costruito intorno al 1617 come torre ottagonale. Nel 1742 fu annessa la birreria, mentre nel 1802 fu inaugurata la sala del consiglio. Il diritto comunale di produzione della birra rimase in vigore dal 1742 al 1946. Il municipio e il birrificio sono stati restaurati nel 1998 nel rispetto dei criteri di tutela dei beni culturali. Nel 2004 l’associazione locale è stata insignita del Premio per la tutela dei beni culturali della Turingia per il restauro del municipio e del birrificio. Nel 2019 è stato effettuato un restauro completo della facciata, compreso un intervento di messa in sicurezza strutturale. 

  • Indirizzo: Laasan 25
  • Orari di apertura: dalle 10:00 alle 16:00
    • Visite guidate su richiesta con i membri dell’associazione Ortsverein Laasan e. V., 

    • nei locali del «Rat- und Brauhaus» sono disponibili spuntini

    • Laasan 3/«Fondazione Regina» (proprio di fronte) Orario di apertura: dalle 10:00 alle 14:00 «Atelier aperto» della scultrice 

Il ponte, che durante la sua costruzione tra il 1937 e il 1941 era il più lungo del programma autostradale tedesco in Turingia con i suoi 794 m, è stato realizzato in calcestruzzo compattato, cemento armato, mattoni klinker e pietra naturale. Le forme si ispirano agli acquedotti romani. La monumentalità caratterizza il linguaggio formale nei dettagli e l’opera nel suo complesso. 

«In quanto creazione di una nuova epoca, le strade […] e le loro opere d’arte dovevano trascendere ogni tempo e ogni confine come testimoni della volontà politica e artistica dei loro creatori e continuare a esistere come monumenti commemorativi di questa epoca, come monumenti di un grande periodo ormai passato, anche quando il loro significato pratico fosse ormai superatoda tempo»,

così descriveva nel 1941 l’architetto Friedrich Tamms il compito non solo infrastrutturale, ma anche politico e ideologico. 

Il programma autostradale fu accompagnato anche da un’intensa attività di pianificazione paesaggistica. Già nel 1933 Fritz Todt inserì Alwin Seifert nel proprio staff, nominandolo nel 1934 consulente per le questioni relative all’integrazione paesaggistica nella costruzione delle autostrade. Seifert, che professava una dottrina razziale fondata su basi «metafisiche», volta ad ampliare il nazionalsocialismo con una dimensione di religione naturale, riunì attorno a sé architetti paesaggisti, sociologi della vegetazione e difensori del patrimonio culturale. In qualità di liberi professionisti, essi seguirono la costruzione dell’autostrada. I progetti sono stati spesso conservati, ma il paesaggio progettato – non solo a Jena – è stato nel frattempo nuovamente e massicciamente rimodellato. 

  • Luogo: tra Maua e Göschwitz 
  • Orario di apertura: dalle 10:00 alle 14:00
    • Visite guidate ogni ora sulla storia del ponte e sulla costruzione dell’autostrada nei dintorni di Jena fino ai giorni nostri; ultima visita guidata alle 13:00 circa

Accesso dalla B 88 da Maua in direzione Jena; provenendo dall’autostrada A4: svincolo Jena – Göschwitz – B 88 in direzione Jena, subito dopo il ponte sulla valle della Saale svoltare a destra (i parcheggi per auto sono disponibili in numero limitato)